NORMATIVE INERENTI L’ABBIGLIAMENTO PROTETTIVO

In base alla Direttiva CEE n.89/686 e a tutte le sue modifiche e integrazioni, esistono tre categorie di Dispositivi di Protezione individuale (DPI):

  • I cat. - DPI semplici, destinati a proteggere contro rischi non gravi e comunque facilmente rilevabili;
  • II cat. - DPI intermedi, tutti quelli che non ricadono né nella I né nella III;
  • III cat. - DPI complessi, destinati a proteggere contro i rischi gravi o letali e comunque non rilevabili in tempo dall’operatore.

Per i DPI I cat., per poter apporre il marchio CE è sufficiente che il produttore o il distributore autorizzato dichiari la conformità alle norme tecniche e ai requisiti essenziali di sicurezza e sanità (autocertificazione).
Per i DPI II e III cat., deve intervenire un ente indipendente (ente certificatore notificato europeo) ad emettere, dopo una serie di controlli e test,un certificato CE. In questo caso il marchio CE è accompagnato da un numero che identifica l’ente (DPI II cat.).
Per i DPI III cat., è anche soggetto ad un ulteriore serie di controlli sul fabbricante e sullo stabilimento di produzione (art. 11 della Direttiva).

Nell’ambito della III cat., per indirizzare l’utilizzatore verso la scelta più appropriata dell’indumento protettivo, è stata determinata un’ulteriore classificazione con sei livelli di protezione (tipi):

  • Tipo 1 - indumento a tenuta stagna ai gas EN 943
  • Tipo 2 - indumento a tenuta non stagna ai gas EN 943
  • Tipo 3 - indumento a tenuta di liquidi EN 14605
  • Tipo 4 - indumento a tenuta di spruzzi EN 14605
  • Tipo 5 - indumento a tenuta di particelle solide EN ISO 13982-1
  • Tipo 6 - indumento a tenuta di schizzi leggeri EN 13034
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